Una “Luna Minerale” non è un’immagine artificiale o dipinta a mano: è il risultato di un processo di saturazione controllata che amplifica le reali sfumature della regolite lunare, la cui firma cromatica è normalmente invisibile ai nostri occhi a causa dell’accecante riverbero della luce solare.
Ogni colore che emerge da questa mappa racconta la storia geologica e la composizione chimica del suolo:
– Il blu profondo e metallico che caratterizza il Mare Tranquillitatis e il Mare Serenitatis rivela la presenza di flussi lavici antichissimi ricchi di titanio, legati principalmente a un minerale chiamato ilmenite
– Le tonalità calde del marrone, dell’ocra e dell’arancione indicano invece zone vulcaniche povere di titanio ma caratterizzate da un’altissima concentrazione di ferro e alluminio
Il grigio chiaro e candido delle raggere, come quella imponente del cratere Tycho visibile nella parte inferiore, rappresenta l’anortosite. È il materiale più giovane e fresco, scaraventato in superficie da impatti meteoritici recenti e non ancora alterato dal bombardamento del vento solare.
Un viaggio geologico racchiuso in un unico scatto, che trasforma la nostra percezione del cielo notturno.
Dati tecnici:
Telescopio: Celestron NexStar 6SE
Camera: Player One Uranus-C
Filtro: Baader UV/IR Cut
Software: Mosaico di 2 pannelli e calibrazione in Siril, sharpening in RegiStax, estrazione e bilanciamento cromatico HSL in GIMP